A fondamento del percorso formativo viene posta l'attivazione di gruppi di lavoro e di gruppi autocentrati tramite i quali il corsista possa raggiungere un'adeguata maturazione personologica e acquisire gli strumenti idonei alla pratica professionale.
Il corso si articola attraverso quattro momenti formativi:

a) Il lavoro di gruppo
Massima importanza viene riconosciuta al lavoro esperienziale auto ed eterocentrato.
Vengono cioè proposti diversi laboratori (l'ascolto, l'improvvisazione musicale, il dialogo sonoro, l'espressione corporea, il dialogo corporeo...) al cui interno sono esperite e discusse le singolarità individuali sia sotto il profilo personologico (lo stile individuale) che sonoro/musicale (L'identità sonoro/musicale) nelle loro reciproche interconnessioni. Questo al fine di evidenziare i limiti e le potenzialità di ognuno e per avviare un percorso evolutivo che trasformi le inclinazioni personali in strumenti professionali elastici e modulabili. Nello stesso tempo in questi laboratori vengono analizzate le possibili applicazioni musicoterapiche delle diverse esperienze. In questo modo l'esperienza personale (cosa sono e cosa faccio) viene rapportata all'ambito professionale discutendone gli aspetti teorici, metodologici e tecnici e analizzando le modalità soggettive ditali applicazioni (cosa fare, come e perché).
Il presupposto teorico a fondamento di tale impostazione didattica considera la musicoterapia come l'incontro fra due diverse "musicalità" (quella del paziente e quella del musicoterapista) di cui una (quella del musicoterapista) si modula sull'altra favorendone l'espressione e lo sviluppo, nel pieno rispetto della sua peculiarità e inserendola in percorsi relazionali finalizzati (a seconda dei casi) ad interventi preventivi o riabilitativi. È evidente quindi come acquisti massima importanza avviare un percorso maturativo affinché il musicoterapista possa utilizzarsi come "strumento".

b) Gli aspetti teorici
Sono previsti momenti frontali (lezioni) volti ad affrontare specifici argomenti teorici e metodologici inerenti le quattro aree formative individuate dal protocollo ConfIAM (area musicoterapica, musicale, medica, psicologica).

c) Gli aspetti applicativi e professionali
Un ulteriore contributo formativo è poi costituito dal confronto con musicoterapisti che da anni operano in ambito clinico. In tali occasioni è offerta ai corsisti la possibilità di avviare uno scambio con operatori inseriti in strutture sanitarie; questi presentano il loro iter formativo, le difficoltà incontrate nel definirsi e realizzarsi professionalmente, gli aspetti teorici, metodologici, tecnici impiegati, le esperienze cliniche maturate nella loro quotidiana pratica musicoterapica.

d) La Supervisione
A conclusione del percorso formativo è previsto un ampio spazio riservato alla Supervisione. I corsisti presentano le esperienze applicative svolte durante il tirocinio (questo avviene sotto la tutela di un musicoterapista tutor). La Supervisione è condotta da tre diverse figure professionali; una di queste è responsabile del percorso formativo dei corsisti, le altre due provengono da diversi contesti formativi e da diverse esperienze cliniche. In tale modo al corsista viene offerta la possibilità di confrontarsi con il modello formativo proprio della scuola di appartenenza e successivamente di avviare un confronto dialettico con altri modelli teorici e metodologici.

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